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BAMBINI IN MISSIONE DI PACE 3 - 9 SETTEMBRE 2010
di una operatrice della Comunità
educativa per minori
Eccoci la mattina del 3
settembre: tutti i nostri bambini, di età compresa tra uno e quindici
anni, e i loro accompagnatori pronti per diventare i protagonisti di
un’esperienza non facile da dimenticare. Emozione, curiosità e attesa
per i bambini, responsabilità, qualche timore e un pizzico di
incoscienza per gli adulti. Una scommessa e una sfida alla stanchezza,
con l’entusiasmo che non si spegne ma cresce - nonostante i lunghi
preparativi - e ci porta alla stazione di Ancona, carichi di vita,
pronti per salire su quel treno. Bambini e adulti insieme, per abbattere
quella distanza tra educatore ed educando, per dare un valore aggiunto
alla nostra professione e tentare di lasciare un segno, anche minimo,
nella vita di questi bambini, che spesso non sono poi tanto bambini. L’atmosfera è stata fin da
subito piena di allegria: musica, clown, palloncini, colori, voglia di
giocare e condividere sono stati i nostri fedeli compagni di viaggio. La
sensazione era proprio quella di essere nel posto giusto con le persone
giuste. Un posto ideale per testimoniare ai nostri bambini che nel mondo
di diversità ce n’è tanta e che questa diventa un problema solo se siamo
noi a permetterglielo.
Non si tratta del primo
pellegrinaggio che faccio con loro, ma sicuramente è stato quello
toccante perché nell’insieme è stato un viaggio che ha parlato la lingua
dei bambini che è una lingua semplice, ingenua ed essenziale. Uno dei
ritornelli che ci hanno accompagnato diceva "è festa, è festa, ci son
proprio tutti, chiunque può entrare anche senza bussare. Non serve
l’invito o il visto d’ingresso, basta che agli altri si porti rispetto".
Ed è stata davvero una festa continua.
È l’unico vero obiettivo che
possiamo inseguire: prima ancora di qualsiasi sfida di carattere
educativo siamo chiamati a vincere la sfida dell’amore, del donarci, del
metterci in gioco come persone. |
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