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ARTICOLI MELETTI
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Ricordo di SILVIANO MELETTI Nella mattinata del giorno 24/12/2005 ha fatto ritorno nella Casa del Padre, Silviano Meletti, conosciuto e molto apprezzato nell'ambiente unitalsiano, non solo ascolano ma anche regionale e nazionale, per la sua grande passione per la benemerita organizzazione. Ultimamente era Presidente Onorario della Sezione Marchigiana. Abbiamo voluto ricordarlo inserendo una pagina tratta dal libro del 65° anno della nostra sottosezione e dedicata a lui ed alla sua gentile Signora. Alla moglie, ai figli, ai nipoti, ai familiari vanno il sincero saluto ed il sentito cordoglio di tutta la comunità unitalsiana e non. Cliccare qui per leggere la pagina Cliccare qui per visualizzare due articoli apparsi su un quotidiano locale |
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Corriere Adriatico E’
stato stroncato a 80 anni da complicazioni cardiache e renali. Una folla
per l’addio. E’ morto Silviano Meletti, il padre dell’Anisetta ASCOLI - Un folla di cittadini ha gremito ieri mattina la chiesa di Santa Maria Goretti per rendere l’ultimo saluto alla salma di Silviano Meletti, mancato ad 80 anni all’affetto dei suoi cari - che lo hanno amorevolmente sostenuto, fino all’ultimo, nella mattinata di sabato all’ospedale Mazzoni. Dopo un lungo periodo di affezioni coronariche e renali - che lo hanno costretto più volte in ospedale - Silviano Meletti è spirato serenamente, dopo aver sopportato con eccezionale forza d’animo, tutte le sue avversità. Ma stavolta, anche se c’erano poche speranze, non gliel’ha fatta. L’ultimo insulto cardiaco risale alla nottata tra lunedì 19 e il martedì successivo. Soccorso dal medico del 118, una volta giunto al Mazzoni, i sanitari si erano subito resi conto che non era più paziente da Utic cardiologico, tanto che fu immediatamente trasferito in Rianimazione dove è rimasto - intubato - fino al suo ultimo respiro della mattinata di sabato, vigilia di Natale. Parlare di Silviano Meletti, è come sfogliare una pagina della storia di Ascoli e non solo per il suo cognome che, inevitabilmente, riporta alla storico caffè che lo vide presente fino ai primi anni Novanta, e alla sua inimitabile Anisetta, ma per la sua personalità di attivo protagonista della vita sociale ed economica della città. Silviano Meletti fu nominato presidente dell’Azienda autonoma di soggiorno e turismo nel febbraio del 1956 e spettò a lui aprire la prima sede del nuovo ente turistico assegnato ad Ascoli, nel settembre successivo al piano terra del palazzo dei Capitani. Le maggiori manifestazioni ed iniziative cittadine (dal Carnevale alla Quintana, dal Centro sportivo "G.Franchi" sul San Marco, e tanto altro ancora) ebbero impulso e diffusione turistica nazionale ed internazionale. Fu presidente dell’Associazione provinciale Commercianti, presidente della Camera di Commercio; fece parte di numerosi consigli d’amministrazione di enti locali e nazionali. Non certo trascurabile la sua figura di consigliere della Banca d’Italia con incarico di censore (il depositario della chiave della cassaforte).
In
tutti questi incarichi non perse mai le caratteristiche del suo
temperamento semplice, dalla più aperta disponibilità con tutti, del suo
sottile humour, e soprattutto con la dote della più limpida onestà. Affettuoso padre di numerosa famiglia, sposo fedele e premuroso. C’è un ultimo episodio che descrive la sua tempra. La mattina precedente il ricovero, che gli è stato fatale, si è presentato - termometro sullo zero - nella sua nota fabbrica di liquori nella zona industriale, cercando poi, addirittura, di togliere la neve dalla sua auto... Ai figli che lo rimproveravano preoccupati, aveva risposto, senza scomporsi: "Che, adesso non si può più venire nemmeno a lavorare?!". Nella chiesa, attorno alla bara, abbiamo visto. con gli occhi lucidi, tanti suoi dipendenti, operai, camerieri sia della distilleria che del Caffè. Alcuni venuti da fuori Ascoli. Naturalmente autorità, rappresentanti degli enti che presiedette, nonché tante semplici persone che non hanno mai dimenticato la profondità, riservata, del suo immenso cuore. CARLO PACI
ASCOLI - Al termine della funzione religiosa, concelebrata dal parroco di S. Maria Goretti con dieci sacerdoti, lo stesso celebrante ha pregato i presenti, che erano veramente tanti di non affollarsi dinanzi i banchi dove sedevano la vedova, i figli ed altri congiunti, per porgere il loro personale cordoglio, ma di lasciare uno spazio per l’uscita del feretro. Invito che è stato rispettato, così che la cassa con la salma è uscita lentamente, in una specie di corridoio, mentre i presenti al suo passaggio si "segnavano". Una volta apparsa sul sagrato della chiesa un intenso applauso è scattato prorompente e naturale dalla folla chi vi si era accalcata. Poi il mesto corteo con le auto al seguito del feretro fino al Cimitero per l’inumazione nella tomba di famiglia. Alla addolorata consorte, signora Liliana Marini, ai figli, ai nipoti che amava, a tutti i congiunti le più sincere espressioni di cordoglio del Corriere Adriatico. REDAZIONALE Dal "Corriere Adriatico" del 27 dicembre 2005 |
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